testi della Via Crucis di venerdì 14 aprile 2017

Per chi non avesse potuto partecipare, riproponiamo i testi della via crucis del venerdì


La Via Crucis e le Opere di misericordia
Dei catechisti
della Chiesa S. Martino di Rebbio
VENERDI 14 APRILE 2017

In questa via crucis vogliamo provare a riflettere sui temi tradizionali della passione di Gesù, abbinandoli alle opere di misericordia, spirituale e materiale, con l’intenzione e il proposito di ricavarne qualche pensiero “operativo” per ciascuno di noi.

(Dalla Lettera apostolica “Misericordia et misera” di papa Francesco, del 20 novembre 2016)
“Sono passati più di duemila anni, eppure le opere di misericordia continuano a rendere visibile la bontà di Dio.”
“E in questo senso siamo chiamati a dare volto nuovo alle opere di misericordia che conosciamo da sempre.”
“E’ il momento di dare spazio alla fantasia della misericordia per dare vita a tante nuove opere, frutto della Grazia.”


I STAZIONE - Gesù nell'orto degli Ulivi

S. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. R. Perché con la tua croce hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 22, 39-46) Uscì e andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono. Giunto sul luogo, disse loro: «Pregate, per non entrare in tentazione». Poi si allontanò da loro circa un tiro di sasso, cadde in ginocchio e pregava dicendo: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà
Fidandosi di Gesù, o per abitudine, i discepoli lo seguirono quella notte nella solitudine, verosimilmente senza capire e realizzare la drammaticità del momento, e forse anche senza coglierne l’importanza, per avere forza e capacità di resistere alle continue e spesso subdole tentazioni nell’esistenza
Anche, e ancora, noi oggi facciamo fatica a vedere e a partecipare alle difficoltà di chi ci sta accanto
Consolare gli afflitti
Preghiamo per affinare lo sguardo e la sensibilità in questa direzione, e rafforzare soprattutto la volontà di sostare a consolare e a sostenere chi soffre, senza per così dire trovarci addormentati.

Preghiere
Ripetiamo assieme: Signore donaci la forza di vigilare
-Ogni volta che ignoriamo chi, nella nostra comunità, sta vivendo momenti di prova e solitudine;
-Ogni volta che chiudiamo il cuore nei confronti di profughi, senza fissa dimora e persone in difficoltà;
-Ogni volta che nel nostro lavoro non ci facciamo vicini a colleghi in difficoltà;
-Ogni volta che viviamo pensando di bastare a noi stessi;
-Ogni volta che perdiamo l’occasione di un bel gesto dicendo “lo farò domani”;
-Ogni volta che tendo a lasciarmi andare a pregiudizi;


II STAZIONE - Gesù, tradito da Giuda, è arrestato
S. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua croce hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 22, 47-53) Mentre ancora egli parlava, ecco giungere una folla; colui che si chiamava Giuda, uno dei Dodici, li precedeva e si avvicinò a Gesù per baciarlo. Gesù gli disse: «Giuda, con un bacio tu tradisci il Figlio dell'uomo?».
Gesù, la Verità, è incompreso, tradito e arrestato. Anche troppo spesso non riusciamo a comprendere, e tradiamo o escludiamo l’attenzione a Dio. Vogliamo pensare, che anche per questo, Gesù ha accettato di subire la condizione umana di chi cade nella colpa.
Visitare i carcerati
Ogni uomo è figlio di Dio, e misteriosamente sempre a Sua immagine e somiglianza
Preghiamo questa sera perché tutte le persone detenute per colpa abbiano la capacità e la volontà di sperimentare nella conversione la misericordia e la tenerezza del Padre; e preghiamo per tutte le persone invece detenute ingiustamente, perché non dimentichino e non abbandonino la speranza; Preghiamo infine ancora per noi, perché a tutti possiamo dedicare nello scorrere dei giorni una vicinanza spirituale e dove possibile anche di presenza

Preghiere
Ripetiamo assieme: Signore, dona il tuo amore.
-Per i carcerati, affinché possano incontrare la tua misericordia;
- affinché possano perdonare le persone che a loro volta li hanno feriti;
- affinché possano trovare pace nella loro vita;
- affinché non perdano mai la speranza per una nuova vita;
- affinché incontrino concretamente la tua carità nelle persone e nei volontari del carcere;
- affinché anche noi non ci sottraiamo ad aiutare concretamente queste persone;

III STAZIONE - Gesù è condannato dal sinedrio
S. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua croce hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 22, 66-71) Appena fu giorno, si riunì il consiglio degli anziani del popolo, con i capi dei sacerdoti e gli scribi; lo condussero davanti al loro sinedrio e gli dissero: «Se tu sei il Cristo, dillo a noi». Rispose loro: «Anche se ve lo dico, non mi crederete; se vi interrogo, non mi risponderete. Ma d'ora in poi il Figlio dell'uomo siederà alla destra della potenza di Dio». Allora tutti dissero: «Tu dunque sei il Figlio di Dio?». Ed egli rispose loro: «Voi stessi dite che io lo sono».
Noi viviamo troppo spesso Signore nella convinzione di possedere sufficienti verità, e facciamo fatica a vederti nella realtà e nella storia; troppo spesso anzi ci sentiamo giudici sicuri dei fatti degli altri.
Perdonare le offese
Ci è più facile giudicare e condannare che capire e perdonare, soprattutto quando ci sentiamo offesi. Aiutaci a riconoscere sempre Te in ciascuno dei nostri fratelli; aiutaci a mortificare la facilità e la pretesa di sapere e di volere giudicare irrimediabilmente eventi e persone vicine e lontane. Aiutaci comunque a saperci perdonare

Preghiere
Ripetiamo assieme: Misericordias Domini in aeterno cantabo.
-Signore, penso a mio padre e a mia madre, a quelle volte che mi hanno fatto soffrire, Li affido ai piedi della tua croce, alla tua misericordia. Li perdono e prego per loro.
-Signore, penso ai miei fratelli e alle mie sorelle, affido anche loro alla tua misericordia e prendo la decisione di perdonarli.
-Signore, penso a quelle volte che non mi sono sentito accolto nella nostra comunità, per quelle volte in cui i sono sentito giudicato o mi sono sentito usato. Affido tutta la nostra comunità e in particolare le persone con cui faccio più fatica, alla tua misericordia.
-Signore, ti prego per i miei amici di infanzia e quelli presenti, ti prego per tutti i colleghi di lavoro, in modo particolare per quelli che mi hanno ferito. Te li affido e li perdono.
-Signore, sotto il legno della tua croce voglio perdonare anche me stesso, per tutte quelle volte che non mi sento all’altezza, per tutte quelle volte che mi vorrei diverso da come tu mi hai fatto. Signore liberami dal peso dei miei sensi di colpa e insegnami il tuo amore.

IV STAZIONE - Gesù è rinnegato da Pietro
S. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua croce hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 22, 54-62) Dopo averlo catturato, lo condussero via e lo fecero entrare nella casa del sommo sacerdote. Pietro lo seguiva da lontano. Avevano acceso un fuoco in mezzo al cortile e si erano seduti attorno; anche Pietro sedette in mezzo a loro. Una giovane serva lo vide seduto vicino al fuoco e, guardandolo attentamente, disse: «Anche questi era con lui». Ma egli negò dicendo: «O donna, non lo conosco!». Poco dopo un altro lo vide e disse: «Anche tu sei uno di loro!». Ma Pietro rispose: «O uomo, non lo sono!». Passata circa un'ora, un altro insisteva: «In verità, anche questi era con lui; infatti è Galileo». Ma Pietro disse: «O uomo, non so quello che dici». E in quell'istante, mentre ancora parlava, un gallo cantò. Allora il Signore si voltò e fissò lo sguardo su Pietro, e Pietro si ricordò della parola che il Signore gli aveva detto: «Prima che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte». E, uscito fuori, pianse amaramente.
Era lungo il passo di Vangelo che abbiamo letto, ma non lo si può accorciare, perché ci fa capire quante volte anche noi rinneghiamo o non riconosciamo il Bene e la Verità, per inerzia, per paura, per debolezza, per fragilità, di fede e di coraggio.
Ammonire i peccatori
Questa situazione, che sperimentiamo ogni giorno, ci invita a non voltarci dall’altra parte, a non lasciar correre, di fronte ad un male evidente e ci esorta con umiltà e determinazione a saper evidenziare il male e anche ad ammonire con pazienza e con fortezza chi lo compie.
Ripetiamo assieme: Guidaci Signore nella via del Tuo amore.

V STAZIONE - Gesù è giudicato da Pilato
S. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua croce hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 23, 13-25) Pilato, riuniti i capi dei sacerdoti, le autorità e il popolo, disse loro: «Mi avete portato quest'uomo come agitatore del popolo. Ecco, io l'ho esaminato davanti a voi, ma non ho trovato in quest'uomo nessuna delle colpe di cui lo accusate; e neanche Erode: infatti ce l'ha rimandato. Ecco, egli non ha fatto nulla che meriti la morte. Perciò, dopo averlo punito, lo rimetterò in libertà». Ma essi si misero a gridare tutti insieme: «Togli di mezzo costui! Pilato parlò loro di nuovo, perché voleva rimettere in libertà Gesù. Ma essi urlavano: «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». Ed egli, per la terza volta, disse loro: «Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato in lui nulla che meriti la morte. Dunque, lo punirò e lo rimetterò in libertà». Essi però insistevano a gran voce, e le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta venisse eseguita.
La Verità e la Fede; le convinzioni e i dubbi!
Quante volte siamo immersi nei rumori del mondo e non abbiamo o non troviamo la sicurezza delle idee e dei comportamenti.
Consigliare i dubbiosi
Abbiamo bisogno tutti e continuamente di migliorarci nella formazione umana e spirituale, per acquisire sensibilità e capacità di consiglio di incoraggiamento, alla luce della verità, verso chi ci appare in difficoltà di volontà, di convinzioni di discernimento.
Ripetiamo assieme: Guidaci Signore nella via del Tuo amore.

VI STAZIONE - Gesù è flagellato e coronato di spine
S. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua croce hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 15,16-20) Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la truppa. Lo vestirono di porpora, intrecciarono una corona di spine e gliela misero attorno al capo. Poi presero a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!».
La spogliazione e la tortura, la derisione e la violenza, inducono grandi sofferenze, quasi insopportabili, comprendendo il disprezzo della persona. Ma anche se non lo riconosciamo, tutto ciò non ne toglie la sua dignità profonda, che anzi emerge nell’essenzialità, per noi, del Divino.
Vestire gli ignudi
Preghiamo per saper riconoscere Gesù nei poveri e nei sofferenti, partecipando a vestire chi incontriamo nel bisogno, anche e soprattutto nella sua dignità personale e nella fraternità.
Ripetiamo assieme: Guidaci Signore nella via del Tuo amore.

VII STAZIONE - Gesù è caricato della croce
S. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua croce hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Giovanni (Mc 19,14-17)
Era la Parasceve della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse ai Giudei: «Ecco il vostro re!». Ma quelli gridarono: «Via! Via! Crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Metterò in croce il vostro re?». Risposero i capi dei sacerdoti: «Non abbiamo altro re che Cesare». Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso. Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota.
Quante croci sono caricate anche inaspettatamente, sulle spalle dell’esistenza di uomini, donne, bambini; quante croci significano fame e necessità materiali e spirituali.
Dar da mangiare agli affamati
Preghiamo perché anche se non possiamo porre rimedio a tutti le croci del mondo, lontane e vicine, abbiamo almeno il tempo di dedicare qualche nostra energia per rifornire del pane essenziale a chi incrociamo nei nostri giorni.
Ripetiamo assieme: Guidaci Signore nella via del Tuo amore.

VIII STAZIONE - Gesù è aiutato da Simone di Cirene a portare la croce
S. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua croce hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 23, 26) Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù.
Andiamo tutti ogni giorno per le nostre strade , i nostri obiettivi, le nostre mete, senza magari accorgerci di chi abita la sofferenza, se non forse quando all’insaputa capiterà a noi stravolgendo i programmi.
Visitare gli ammalati
Preghiamo per saper essere colti e disponibili anche ad accompagnarci con la presenza e l’affetto a chi invece ha trovato un motivo di brusca sosta nell’incertezza della prospettiva terrena.
Ripetiamo assieme: Guidaci Signore nella via del Tuo amore.

IX STAZIONE - Gesù incontra le donne di Gerusalemme
S. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua croce hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 23, 27-31) Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli.
Ci capita spesso di conoscere condizioni e fatti di male, che ci rattristano e che disapproviamo nel nostro intimo, e tuttavia questo non basta.
Insegnare agli ignoranti
Preghiamo perché se crediamo al Bene e vogliamo posizionarci o tentare di percorrere questa stessa strada, ci impegniamo a seguirne la luce ed a trasmetterla a chi ci è vicino, considerando le età e le personalità di ciascuno.

Preghiere
Ripetiamo insieme: Noi ti lodiamo Signore
-Per quelle volte in cui riusciamo a donare il nostro tempo per andare a trovare persone sole e in difficoltà;
-Per quelle volte in cui portiamo a termine il lavoro quotidiano senza aver bisogno di sentirci dire grazie;
-Per quelle volte in cui non voltiamo la faccia a situazioni scomode;
-Per quelle volte in cui ci fai sentire la bellezza e la vitalità nel donare amore agli altri;
-Per quelle volte in cui siamo capaci di un gesto di amore anche se stanchi e stressati;
-Per quelle volte in cui non trascuriamo la nostra famiglia per trovare appagamento in altre attività altrove;

X STAZIONE - Gesù è crocifisso
S. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua croce hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 23,33-34a)
Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra. Gesù diceva: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno».
La misericordia di Dio, si è resa tangibile sulla croce e l’offerta di Gesù rende manifesto il grande Amore di Dio per noi. Si può vivere anche abbastanza a lungo senza cibo, ma non senza acqua, nemmeno un attimo senza l’amore. Ma in ogni angolo della terra regna anche l’aridità del cuore.
Dar da bere agli assetati
Il Signore dalla croce ci dona acqua e sangue. Preghiamo per saperci accostare a Lui come acqua viva della nostra vita, perché possa dissetare i nostri cuori e ci doni la forza di riversarla a coloro che ne sono privi.

Preghiere
Ripetiamo insieme: Signore, donaci la tua acqua viva;
- Signore, nella carità fraterna scopriamo la bellezza e la freschezza della tua acqua viva. Fa che quest’acqua non manchi mai nelle nostre famiglie e nella nostra comunità;
- Signore, nelle nostre famiglie la televisione e il consumo è diventata la bussola per la nostra vita. Aiutaci a riscoprire la bellezza della tua parola, nel dialogo, nello stare insieme, nella preghiera famigliare;
- Signore la tua acqua viva vivifica i cuori più aridi. Facciamo nostre le parole di San Giovanni: “Dove non c’è amore metti amore e troverai amore;”

XI STAZIONE - Gesù promette il suo regno al buon ladrone
S. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
R.. Perché con la tua croce hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 23, 35-43) Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l'eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell'aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c'era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei». Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L'altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».
Nella vita quotidiana, se potessimo, sceglieremmo probabilmente sempre le persone con cui stare o vivere. Invece le nostre relazioni si intrecciano anche con chi vorremmo tenere distanti o non sono a noi molto simili; Gesù non lo fa e accetta chiunque intorno a Lui.
Sopportare pazientemente le persone moleste
Preghiamo per saper sempre rispettare chiunque e convivere bene anche con coloro da cui non ci sentiamo capiti. Donaci Signore pazienza, sopportazione, disponibilità per testimoniare in ogni momento il Tuo amore.

Preghiere
Ripetiamo assieme: Guidaci Signore nella via del Tuo amore.
-Signore, la tua pazienza non è verso la sofferenza, ma verso il suo autore. Aiutaci a guardare sempre chi ci molestia con il tuo sguardo;
-Affinché possiamo pregare come Stefano: “Signore, perdona loro perché non sanno quello che fanno”;
-Signore, insegnaci a pregare con i nemici;
- Signore, insegnaci a dialogare con i nemici;
- Signore, aiutaci a non farci vincere dal male, a non abbandonarci anche noi al male, ma a saper rispondere al male con il bene;

XII STAZIONE - Gesù in croce, la Madre e il discepolo
S. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua croce hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 19, 25-27)
In quell'ora, […] Gesù vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.
Siamo tutti in cammino, tutti pellegrini verso una meta. La nostra casa spesso è un rifugio troppo comodo per chi è chiamato ad alzarsi e ad andare ad annunciare. Ma la casa è anche il luogo del riposo, del riparo, della consolazione dove ci ricarichiamo, dove ci scambiamo le esperienze. La casa è il luogo della convivialità, dell’accoglienza, dell’ascolto e della disponibilità.
Alloggiare i pellegrini
Preghiamo il Signore perché trasformi noi e le nostre case affinché siano sempre meno luoghi di chiusura e ancor meno di solitudine diventando invece sempre più luoghi di condivisione, di familiarità e di comunione.
Ripetiamo assieme: Guidaci Signore nella via del Tuo amore.

XIII STAZIONE - Gesù muore sulla croce
S. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua croce hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 23, 44-49) Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò.
Il grido “Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato? E’ la preghiera che sgorga dal cuore di ogni uomo che sperimenta la solitudine. E’ la caratteristica della globalizzazione dell’indifferenza. Ma dobbiamo essere convinti che nella preghiera abbiamo sempre possibilità di tessere nuovi legami con gli altri, con tutti come nostri fratelli.
Pregare per i vivi e per i morti
Pregare è bussare alla porta di Dio che è sempre aperta. Il suo cuore è un cuore che si commuove, che ha compassione e che ascolta ogni voce e dispensa la sua Grazia secondo una Sapienza infinita.
Ripetiamo assieme: Guidaci Signore nella via del Tuo amore.

XIV STAZIONE - Gesù è deposto nel sepolcro
S. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua croce hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 23, 50-56) Ed ecco, vi era un uomo di nome Giuseppe, membro del sinedrio, buono e giusto. Egli non aveva aderito alla decisione e all'operato degli altri. Era di Arimatea, una città della Giudea, e aspettava il regno di Dio. Egli si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Lo depose dalla croce, lo avvolse con un lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia, nel quale nessuno era stato ancora sepolto.
Il gesto di Giuseppe d’Arimatea è un atto pieno di tenerezza, di rispetto e di devozione nei confronti di Gesù, con lo stupore umano di una presenza misteriosa e Divina. Seppellire i morti avendo anche cura delle loro tombe, è avere memoria per i doni che il Signore ci ha fatto attraverso di loro.
Seppellire i defunti
Preghiamo perché pur nella sofferenza del distacco esprimiamo con la nostra devozione, che in Cristo la vita non ha fine, perché niente e nessuno potranno mai separare dal Suo amore.
Ripetiamo assieme: Guidaci Signore nella via del Tuo amore.

XV STAZIONE – Gesù risorge dai morti
S. Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua croce hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 24, 1-12) Il primo giorno della settimana, al mattino presto esse si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: "Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea e diceva: "Bisogna che il Figlio dell'uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno". Ed esse si ricordarono delle sue parole e, tornate dal sepolcro, annunciarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri.
Il cammino della croce, come dice S. Paolo non avrebbe nessun senso se non avessimo la prospettiva e la sicurezza della futura resurrezione.
Dobbiamo vivere e applicare tutte le opere di misericordia che abbiamo ricavato dalla scrittura e dal Vangelo, con questa sicura prospettiva, nella nostra esistenza terrena.
Perché sia per noi una realtà attuale ci sembra bello riportare in forma di preghiera e di comunicazione con l’Eterno, un evento recente, che può sintetizzare molte opere di questa Misericordia

La preghiera
Caro Victor, così ti hanno chiamato a Balerna i parrocchiani di una comunità che porta il nome di San Vittore, ora santo del nord Africa.
Venivi dal Mali.
Forse eri un pastore, o un contadino, o un piccolo commerciante, o un giovane scappato dall’arruolamento forzato in Mali, Paese destabilizzato dal fondamentalismo e dall’ex colonia francese.
Forse ti sei messo in viaggio senza avvisare i tuoi di casa per non dargli tristezza, con la promessa però di mandargli informazioni e soldi appena ti fossi “sistemato”.
Forse sei passato da Agadez in Niger nuova porta spalancata nel deserto del Sahara e dell’Europa.
Forse sei stato imprigionato in Libia per estorcerti del denaro, certamente sei stato disprezzato e ritenuto inferiore dai libici per il colore della tua pelle.
Forse in mare hai rischiato la vita, certamente hai incontrato mani italiane che ti hanno salvato.
Poi una volta nella terraferma hai tentato di valicare le Alpi e le montagne della valle della Roya a Ventimiglia.
L’ultimo tuo tentativo di passaggio a Balerna, paese per noi amico, ti ha folgorato, ha bruciato i tuoi progetti come i terroristi bruciano i villaggi del Mali e l’arsura brucia i raccolti del Corno d’Africa facendo 20 milioni di affamati.
Chissà, quando bruciavi, qual è stato il tuo ultimo pensiero, immaginiamolo…ora sia il nostro.
Mi immagino tu abbia pensato a tua mamma, alla tua famiglia.
No saresti morto se ci fossero corridoi umanitari, se dall’Africa si potesse venire in Europa liberamente in aereo come avviene per gli europei che si recano in Africa, se la libera circolazione fosse per tutti e non solo per i ricchi della terra, se fossi stato meno imprudente.
Ora dove sei?
Con Dio clemente e misericordioso, che trasforma il tuo corpo arso in corpo vigoroso di 20enne, in eterno, con i tuoi antenati.
Don Giusto della Valle

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