Lettera dei "migranti di Como San Giovanni" al Prefetto, ai cittadini europei, ai fratelli migranti

pubblichiamo di seguito la lettera che i migranti che sostano alla stazione hanno presentato al prefetto Giovedì 19 agosto 2016:

18 August 2016
TO THE PREFECT, EUROPEAN CITIZENS AND BROTHERS MIGRANTS

SITUATION AT THE BORDER
Push-backs
We are brought back to Italy even though we have asked for asylum: some people told it to the Swiss police orally, others with written declarations. They reject everybody, even minors, pregnant women and people with medical
conditions, without respecting international laws.
They send you back without legal advice and without permission to contact lawyers. There are language barriers and there is no translation, so people are brought back to Italy without any idea about their situation or their rights.
Police controls 
Swiss police arrests us and undresses us, even minors, old women and men.
There was the case of a very old woman who had to undress in front of a man, even though she is Muslim and this is forbidden. She came out from the room crying.
Police also uses force against migrant when they refuse to undress. They also check their private parts, which is extremely humiliating.
Forced displacements 
Italian police is sending migrants by force from Ponte Chiasso to the south of Italy, without telling them their destination. They travel by bus from 15 to 20 hours, families and friends got separated.
Moreover, when we are sent to South some of us suffers from police violence,
they got beaten or put in degraded places. There they took our fingerprints by force, menaces or deception, without explaining us our legal condition.

SITUATION AT THE CAMP
Now we are stuck in the station for over 6 weeks. There is a lot of pressure for the people, a lot of frustration and disappointed. More and more people are suffering because of this: one woman lost her child, another had an epileptic fit, the number of people with health problems is growing day by day. This painful situation leads us to do bad things, but we are not bad people, we are just migrants.
Thanks to the help of many volunteers, at the moment the situation with food, water, showers is bearable. But if our main problem - the closed border - doesn’t change, soon the situation will become unbearable. We don’t want
to be moved in a hidden place, in order to hide our problems and forgetting us.

MOTIONS
This situation does not concern only Como, but is similar at all the borders.
We are in touch with migrants in others cities and the conditions are the same, or even worst. All of us are suffering.
We ask for the respect of laws that recognize our right of movement, which are being violated from Switzerland at the moment. We ask for new laws that can provide a solution for everyone, or for extraordinary measures to allow us to move.
If this is not possible for now, we hope at least that your voice could join ours, to make pressure on Suisse and European authorities trying to unblock this unbearable situation, which is wasting our lives and leads us to be a bother for the inhabitants of the city.
Migrants from San Giovanni station

TRADUZIONE:

18 agosto 2016
AL PREFETTO, AI CITTADINI EUROPEI, AI FRATELLI MIGRANTI

SITUAZIONE AL CONFINE
Respingimenti
Siamo riportati in Italia anche se abbiamo fatto richiesta di asilo: alcuni lo comunicano alla polizia svizzera oralmente, altri per iscritto. Respingono tutti, compresi minori, donne in cinta e persone in difficili condizioni di salute, senza rispettare i trattati internazionali.
Ci rimandano indietro senza assistenza legale e senza la possibilità di prendere contatto con degli avvocati. Ci sono barriere linguistiche e mancanze di traduzione, così che le persone vengono rimandate in Italia senza avere
alcuna idea della loro situazione o dei loro diritti.
Controlli di polizia 
La polizia svizzera ci arresta e ci spoglia, anche minori e anziani. C’è stato il caso di una donna molto anziana che ha dovuto spogliarsi davanti un uomo, anche se la sua religione glielo impedirebbe. È uscita dalla stanza Piangendo.
La polizia usa la forza contro i migranti che rifiutano di spogliarsi. Inoltre ispeziona sistematicamente le loro parti intime, pratica estremamente umiliante.
Trasferimenti forzati
La polizia italiana trasferisce i migranti con la forza da Ponte Chiasso al sud Italia, senza informarli riguardo la loro destinazione. Viaggiano dalle 15 alle 20 ore, famiglie e amici vengono separati.
Inoltre, quando siamo rimandati a sud alcuni hanno sofferto le violenze della polizia, sono stati picchiati o messi in luoghi degradati. Là hanno preso le nostre impronte con la forza, le minacce o l’inganno, senza preoccuparsi di
spiegarci la nostra situazione legale.

SITUAZIONE AL CAMPO
Ora siamo bloccati in stazione da oltre 6 settimane. Le persone hanno addosso molta pressione, frustrazione e disappunto. Sempre più persone ne soffrono: una donna ha perso il suo bambino, un’altra ha avuto un attacco
epilettico, il numero di persone con problemi di salute cresce di giorno in giorno. Questa dolorosa situazione ci spinge a compiere azioni disperate,
ma non siamo cattive persone, siamo semplicemente migranti.
Grazie all’aiuto di molti volontari, al momento per quanto riguarda cibo, acqua e docce la situazione è sopportabile. Ma se il nostro problema principale – la chiusura del confine – non cambia, diventerà presto insostenibile. Non vogliamo essere spostati in un luogo nascosto, dove ci si possa dimenticare di noi e dei nostri problemi.

RICHIESTE
Questa situazione non riguarda solo Como, ma è simile in tutte le zone di frontiera. Siamo in contatto con migranti in altre città e le loro condizioni sono le stesse, o peggiori. Tutti noi stiamo soffrendo.
Chiediamo il rispetto delle leggi che riconoscono il nostro diritto di movimento, che sono in questo momento violate dalla Svizzera. Chiediamo nuove leggi che possano fornire una soluzione per ciascuno di noi, o un
provvedimento straordinario che possa permetterci di muoverci.
Se questo al momento non è possibile, chiediamo almeno che la sua voce possa unirsi alla nostra, per fare pressione sulle autorità svizzere e europee, provando a sbloccare questa insostenibile situazione che sta rovinando le nostre vite e ci sta rendendo un fastidio per gli abitanti della città.

Migranti dalla stazione di San Giovanni

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